Banche

Comunicato coordinamento Gruppo BPER del 29 - 30 giugno 2015

Segreteria di Coordinamento Gruppo BPER

L’IMPEGNO DELLA FABI NELLA GESTIONE DEL PIANO INDUSTRIALE

In data 29 giugno si è riunito a Modena il Coordinamento di Gruppo BPER al fine di fare un bilancio dell'attività svolta nell'anno appena trascorso e programmare il prossimo futuro.

Il Coordinamento condivide l’analisi in base alla quale il degrado della Politica, la crescente sfiducia nel sistema giudiziario, l’emergenza sociale sempre più stringente mostrano l’Italia come un Paese ancora in forte crisi economica, e fortemente instabile.

Questo contesto ha forti ripercussioni anche per il settore bancario già messo ulteriormente sotto pressione dalle nuove regole dell’Unione Bancaria, dal passaggio alla vigilanza Europea e dal decreto che impone la trasformazione delle Popolari in SPA.

Tali nuove regole interessano ovviamente anche il Gruppo BPER, già profondamente trasformato dalla realizzazione sia del Piano Industriale 2012/2014, sia delle operazioni straordinarie inizialmente non previste quali la fusione della BPR, BDC e BPMEZZ, che hanno portato l’azienda a dichiarare ulteriori 229 esuberi, ridottisi a 139 grazie alla tenacia della FABI e delle altre sigle.

Il Piano ha rivoluzionato oltre assetti di governo, gli organigrammi e i funzionigrammi della BPER e delle banche superstiti: BRA, Banco di Sardegna e Banca di Sassari, e ha reso ridondante la struttura di DG precedentemente pensata per con funzioni di “Capogruppo” per 7 banche.

Ha inoltre innovato i modelli distributivi della rete, riorganizzato la filiera del credito, con l’accentramento in BPER del controllo e dell’erogazione nelle funzioni di D.G., ristrutturato le  Aree, con conseguente chiusura di sportelli in tutto il Gruppo.

Questa mutazione genetica è stata, ed è vissuta dai nostri colleghi con forme pesanti di stress, dovuto ad un cambiamento epocale poco accompagnato da supporti organizzativi, procedurali  e formativi, associato alla riduzione di organico legata a efficientamenti non realizzati e aggravato da una sempre maggiore pressione sui risultati sia per i colleghi della DG sia di Rete.

Stress sicuramente non diminuito dall’illustrazione del Nuovo Piano Industriale e dalle novità legislative per la trasformazione delle Popolari in spa, foriere di nuove fusioni extra Gruppo.

Il Piano Industriale 2015/2017, che verrà realizzato attraverso 70 progetti da completarsi entro il 2016, conta di raggiungere gli obiettivi attraverso il rafforzamento dei ricavi, l'efficienza del modello operativo e l'ottimizzazione del profilo di rischio con i seguenti interventi: 

  • Ricavi rafforzati tramite migliore redditività nel medio termine;
  • Ottimizzazione del rischio con maggiore presidio del credito in fase di erogazione e del credito deteriorato;
  • chiusura di circa 130 filiali, lo sviluppo del modello Hub & Spoke, l'installazione di ATM evoluti (per ridurre i cassieri);
  • concentrazione di tutte le filiali Retail in Sardegna all'interno del Banco di Sardegna (rete unica comprendente le filiali di Banca di Sassari);
  • incremento di oltre 800 unità dell'attuale numero dei Gestori e degli Sviluppatori per acquisire nuovi clienti corporate, business e personal;
  • revisione del modello di back office e middle office;
  • utilizzo di "reti selezionate di terzi" per canalizzare i prodotti commerciali;
  • Evoluzione della Banca digitale e multicanale
  • Forte utilizzo del contact-center e della banca on line.
  • Semplificazione organizzativa con riduzione e accorpamento di Unità Organizzative centrali.

Questo disegno evidenzierebbe esuberi per 1088 unità (di cui 507 reimpiegate) e necessità di 200 nuovi profili, per cui il saldo finale sarebbe di 581 lavoratori in eccedenza. 

L’analisi dei dati per territorio, forniti dall’azienda, evidenzia un enorme impatto sull’occupazione del Mezzogiorno e delle Isole. A fine Piano dei 581 posti di lavoro persi, ben 463 sono al Sud (Campania-Mezzogiorno-Sardegna) mentre su 130 sportelli in previsione di chiusura circa il 73-81% riguarda le stesse zone. Da tutto ciò si evince un progressivo ritiro del Gruppo dal Sud e dalle Isole.

Certo, che chiudere sportelli, ridurre personale, spersonalizzare i rapporti con i clienti, ci sembra non vada nella giusta direzione per raggiungere quegli obiettivi di redditività costanti nel tempo che si prefigge il Piano Industriale .

Nei giorni scorsi è iniziato il confronto con l’azienda, che già dalle prime riunioni, ha dichiarato di voler gestire gli  esuberi con:

  • piani di pensionamento per tutti coloro che alla data del 31-12-2017 avranno maturato i requisiti per la pensione a carico dell’Inps;
  • prepensionamento con adesione volontaria, al “Fondo esuberi” con decorrenza 01-01-2017, per chi maturerà i requisiti INPS tra il 01-01-2018 e il 31-12-2020;
  • turnover del personale dimissionario attraverso la sostituzione del 50-60% dei dipendenti in uscita con risorse interne;
  • fungibilità professionale a costi sostenibili;
  • piani azzeramento progressivo residui monte ferie/banca delle ore;
  • fruizione completa dei permessi ex festività nell’anno di riferimento;
  • eventuale ricorso a giornate di solidarietà;
  • ricorso agli strumenti contrattualmente e normativamente disponibili in materia di inquadramenti e fungibilità, anche con intese modificative e/o adattative del quadro normativo di riferimento in tema di previsioni di cui all’art. 2103 c.c., limiti alla mobilità territoriale, orari di lavoro, definendo le necessarie fungibilità;
  • mobilità territoriale e professionale delle risorse;
  • utilizzo del Fondo nazionale per il sostegno dell’occupazione nel settore del credito per l’assunzione di circa 200 profili specializzati.

Le OO.SS. si sono riservate di approfondire e valutare gli argomenti trattati.

Visti i temi oggetto di confronto, i tempi che ci attendono non saranno sicuramente facili, ma la FABI, così come ha fatto in questo difficilissimo frangente del rinnovo del CCNL, gestirà con lungimiranza e determinazione gli interventi necessari al P.I.

La tutela dell’occupazione giovanile, del Meridione e delle Isole, così come quella della mobilità territoriale e professionale, la volontarietà dell’accesso al Fondo sono gli obiettivi primari e imprescindibili della nostra organizzazione che sarà sempre a fianco dei lavoratori in qualsiasi frangente. 

Modena, 03.07.2015

FABI SEGRETERIA DI COORDINAMENTO GRUPPO BPER

 

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