Comunicato stampa 2 maggio 2020

COMUNICATO STAMPA

L’allarme pandemiologico che ormai da mesi sta colpendo l’intera Nazione porta, purtroppo, dei risvolti negativi, oltre che ovviamente dal punto di vista sanitario, che non dimentichiamo essere il principale obiettivo, anche dal punto di vista lavorativo.

E’ sotto gli occhi di tutti che dall’ultimo dopoguerra, questo è il periodo di maggior crisi economico/finanziaria che vede la stragrande maggioranza delle aziende in difficoltà e con esse, con quello che rappresentano come indotto, anche le famiglie che vivono con enormi preoccupazioni, visto che ormai le lavoratrici e i lavoratori stanno perdendo o hanno già perso il posto di lavoro per essere posti in cassa integrazione e, in molti casi, con scarse speranza di tornare alla propria occupazione.

In questo scenario ci sono dei lavoratori che per loro “fortuna” continuano a mantenere sia nel settore pubblico che privato il loro posto di lavoro.

Il riferimento, e anche il ringraziamento, va infatti a tutto il personale sanitario, ai dipendenti di supermercati, farmacie, trasporti, tabacchi, agli operatori ecologici, agli edicolanti, ai rider, ecc.; insomma, tutti coloro i quali svolgono attività per garantire servizi pubblici, nonché servizi essenziali, come quelli offerti da poste, assicurazioni e banche.

Le scriventi OO.SS. che rappresentano la categoria dei bancarie degli assicurativi desiderano fare emergere le pesanti difficoltà soprattutto dei dipendenti bancari, che si sono trovati e si trovano a lavorare quotidianamente con pochi dispositivi di protezione personale, in quanto i vari decreti hanno spostato su di essi la responsabilità economica del paese.

Infatti, mentre chi emana decreti fornisce solo delle garanzie, le liquidità reali vengono richieste in banca.

Così i lavoratori si trovano a doversi occupare di svariate centinaia di migliaia di pratiche relative a sospensione di mutui (privati e imprese), all’anticipazione della cassa integrazione, alla concessione dei finanziamenti alle imprese (ivi compresi quelli previsti fino ai famosi 25.000 euro).

Un’enorme mole di lavoro indispensabile per dare una concreta mano alle aziende e ai lavoratori.

Purtroppo, la burocrazia ha portato ad allungare i tempi di accesso alle operazioni richieste dalla Clientela, prima per la lentezza dell’accordo tra le Aziende di credito e l’emittente delle garanzie, poi per le procedure diverse da banca a banca; ma tutto questo esula dalle responsabilità di chi è solo un dipendente bancario che riceve il Cliente, raccoglie la documentazione ed istruisce la pratica, non certo l’arbitro del buon esito della stessa.

E’ bene ribadire che la concessione dei finanziamenti e di tutte le altre previsioni dei decreti non sono nella diretta responsabilità dei lavoratori che, pur tra mille paure e preoccupazioni, presidiano le banche offrendo la necessaria consulenza e la doverosa prestazione al fine dell’istruzione delle pratiche in questione. Infatti, l’erogazione finale viene effettuata da “alti e altri” livelli di management che, spesso e volentieri, non sono assolutamente nella trincea quotidiana.

Le scriventi OO.SS., nel ringraziare per l’attività svolta tutti i colleghi, sono vicini ed esprimono solidarietà alle lavoratrici ed ai lavoratori bancari che, nei giorni scorsi, nel nostro territorio come in tutta Italia sono stati bersaglio di azioni inqualificabili ed aggressioni che hanno provocato l’intervento e la vigilanza delle Forze dell’Ordine.

A tal proposito, Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin non condividono assolutamente e condannano con forza le inutili, quanto assurde e “farlocche”, strumentalizzazioni veicolate pubblicamente dal sindaco di Messina De Luca che rischia irresponsabilmente di fomentare un clima di violenza contro gli incolpevoli lavoratori bancari.

Raccomandiamo alle Istituzioni preposte di intervenire per tranquillizzare l’opinione pubblica e ripristinare la giusta dialettica in questo momento di grande affanno socioeconomico.

Si sa da sempre che per ottenere qualsivoglia tipologia di consenso, non ultimo quello politico, bisogna attaccare le Aziende di credito, senza spiegare (qualora se ne fosse a conoscenza) quale sia la differenza tra il Banchiere e il Bancario che è un lavoratore come tutti gli altri.

Messina, 2 maggio 2020

Le Segreterie Provinciali

Fabi - First Cisl - Fisac Cgil - Uilca Uil - Unisin

Comunicato manleve

SEGRETERIE DI COORDINAMENTO GRUPPO UNICREDIT

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

Dall’inizio di questo periodo davvero buio dal quale usciremo insieme, il Sindacato, unitariamente, è impegnato a tutelare la salute delle persone e il benessere lavorativo: per questo, nel corso delle settimane, abbiamo pensato anche a come ridurre il rischio operativo e disciplinare, attraverso tre lettere di manleva, suddivise per gruppi di attività.

Sono state inviate alla azienda il 25 marzo (Moratoria), il 5 aprile (Workaround Processo alternativo a distanza) e il 26 aprile (Anticipazioni Sociali e Erogazioni ex Decreto “Liquidità”).

È importante che ne siate informati e che ne abbiate i testi, che leggete di seguito.

Continueremo sui diversi fronti a svolgere il nostro ruolo, sicuri della vostra fiducia e del vostro appoggio.

30 aprile 2020

SEGRETERIE DI COORDINAMENTO GRUPPO UNICREDIT

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

1) Oggetto: Emergenza COVID-19 attività per proroghe finanziamenti Famiglie e Imprese

Con riferimento alle iniziative da Voi intraprese a favore della clientela Famiglie ed Imprese in tema di sospensione/proroghe scadenze finanziamenti e di quelle rinvenienti dall’applicazione del Dlgs 18 del 17 marzo 2020 “Cura Italia”, pur riconoscendo che delle istruzioni in materia sono state fornite al personale dipendete, dobbiamo rilevare che queste non sono totalmente esaustive e tempestive per fronteggiare una situazione di tale emergenza.

Consapevoli della straordinarietà dell’evento e della complessità di gestione che ne deriva, non possiamo non segnalarvi la situazione di grave difficoltà in cui si trovano ad operare i colleghi e le colleghe che devono fornire risposte tempestive su queste misure alla clientela, che sta subissando gli stessi di richieste di attivazione delle misure previste tanto dalle iniziative della banca quanto dal decreto legge su citato.

Ad oggi rileviamo, approssimativamente per difetto, che i colleghi ricevono tanto in ambito imprese che famiglie decine e decine di richiesta di sospensione dei finanziamenti che, a causa della farraginosità delle procedure ancora in atto, delle non tempestive istruzioni ricevute e a volte non esaustive, non riusciranno ad evadere nei termini previsti soprattutto riguardo la imminente scadenza del 31 marzo prossimo, esponendoli così a potenziali rischi di varia natura.

Per quanto su esposto, ribadendo la consapevolezza della complessità della situazione e della straordinarietà del periodo, e anche in considerazione di tale emergenza vi invitiamo ad accelerare e semplificare ulteriormente le procedure inerenti le attività indicate in oggetto ed in ogni caso a astenervi, ora ed in futuro, dall’assumere provvedimenti a carico di colleghi e colleghe che possano incorrere in errori o ritardi nell’espletamento delle pratiche richieste da parte della clientela per l’attivazione delle misure su indicate e per eventuali reclami della stessa che dovessero derivare da tale situazione.

25 marzo 2020

Le Segreterie di Coordinamento UniCredit S.p.A. Fabi First/CISL Fisac/CGIL Uilca Unisin

2) Oggetto: Emergenza COVID-19 attività di Workaround -processo alternativo a distanza

Con riferimento alla modalità organizzativa in epigrafe, pur riconoscendo che si tratti di una modalità utile ad affrontare il rapporto con la clientela nel momento attuale e nel medio , lungo periodo, pur nella consapevolezza della straordinarietà della situazione e della complessità di gestione che ne deriva, non possiamo non segnalarvi la situazione di grave difficoltà in cui si trovano ad operare i colleghi e le colleghe che sono coinvolti sia che lavorino in UniCredit Direct, sia nelle Filiali , sia in Smart Working .

Dobbiamo inoltre rilevare la carente attività di addestramento e l’inesistenza di formazione, la scarsa dimestichezza dei Colleghi con l’operatività a distanza, le procedure appena oltre una fase di test; esse, unite alla gran mole di richieste da parte della clientela che pervengono a UCD, al coinvolgimento dei colleghi di task force che sono contemporaneamente addetti alla gestione della clientela di Filiale, alla non sempre puntuale corrispondenza dei contenuti professionali di questi ultimi rispetto alle richieste della clientela, aumentano molto il normale rischio operativo connesso alle diverse attività.

Per quanto su esposto, ribadendo la consapevolezza della complessità della situazione e della straordinarietà del periodo, vi invitiamo ad assumere misure organizzative che semplifichino il processo, che affidino i compiti di task force a personale non a contatto con la clientela nelle agenzie, che rendano consapevoli le colleghe e i colleghi di UCD di tutti i passaggi che sono chiamati a svolgere accompagnando la clientela verso la task force.

Vi invitiamo inoltre e in ogni caso ad astenervi, ora ed in futuro, dall’assumere provvedimenti a carico di colleghi e colleghe che possano incorrere in errori o ritardi nell’espletamento delle attività comprese nel processo “Workaround processo alternativo a distanza”.

5 aprile 2020

Le Segreterie di Coordinamento UniCredit S.p.A. Fabi First/CISL Fisac/CGIL Uilca Unisin

3) Oggetto: Emergenza COVID-19 Anticipazioni Sociali e Finanziamenti alle Imprese  

Con riferimento alle iniziative da Voi intraprese in tema di trattamenti di integrazione salariale ordinario e in deroga , secondo quanto previsto dal Decreto Legge n. 18/2020 “Cura Italia” e Finanziamenti alle Imprese e alle Partite Iva Decreto Legge n. 23/2020 “Liquidità”, vi segnaliamo la situazione di grave difficoltà in cui si trovano ad operare i colleghi e le colleghe che devono fornire un servizio tempestivo alla clientela, servizio che possiamo definire vitale per persone e imprenditori.

Ad oggi rileviamo, approssimativamente per difetto, che colleghe e colleghi ricevono tanto in ambito anticipazioni sociali sia in ambito finanziamenti alle imprese, decine di richieste che, a partire dal 10 aprile per la prima fattispecie e dal 20 aprile per la seconda, sono rimaste in arretrato, a causa della farraginosità delle procedure, dei malfunzionamento delle medesime , delle non tempestive e spesso contraddittorie istruzioni ricevute: purtroppo temiamo che i nostri Colleghi non riusciranno ad evadere queste pratiche in tempi utili per essere di aiuto sia ai privati sia agli imprenditori.

Per quanto su esposto, ribadendo la consapevolezza della complessità della situazione e della straordinarietà del periodo, e anche in considerazione di tale emergenza vi invitiamo ad accelerare e semplificare ulteriormente le procedure inerenti le attività indicate in oggetto ed in ogni caso a astenervi, ora ed in futuro, dall’assumere provvedimenti a carico di colleghi e colleghe che possano incorrere in errori o ritardi nell’espletamento delle pratiche richieste da parte della clientela per l’attivazione delle misure su indicate e per eventuali reclami della stessa che dovessero derivare da tale situazione.

2 maggio 2020

Le Segreterie di Coordinamento UniCredit S.p.A. Fabi First/Cisl Fisac/Cgil Uilca Unisin

Comunicato unitario 5 maggio 2020

COMUNICATO STAMPA UNITARIO

BANCHE: SINDACATI, ESPOSTO CONTRO INACCETTABILE CLIMA D’ODIO VERSO I BANCARI

Denuncia a tutte le Procure della Repubblica in Italia da parte dei segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac

Cgil, Uilca e Unisin che criticano duramente gli attacchi alla categoria: «Se ci scappa il morto, la

responsabilità è della cattiva informazione». Allertato il ministro dell’Interno Lamorgese

Roma, 6 maggio 2020. I segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin – Lando Maria Sileoni, Riccardo Colombani, Giuliano Calcagni, Massimo Massi ed Emilio Contrasto – presentano un esposto a tutte le Procure della Repubblica in Italia, informando contestualmente il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, per denunciare il crescente e inaccettabile clima di odio contro il settore bancario e, in particolare, verso la categoria delle lavoratrici e dei lavoratori delle banche. «Si tratta di un clima di odio pericoloso che trae origine dalla necessità di individuare a tutti i costi un colpevole per i ritardi che si stanno verificando in relazione al decreto liquidità del governo e ai prestiti garantiti dallo Stato, che vengono erogati con alcune difficoltà mai imputabili alle lavoratrici e ai lavoratori bancari. Negli ultimi giorni, l’attenzione di tutti i media su questo argomento è cresciuta sensibilmente e, peggio ancora, vengono diffuse e mandate in onda telefonate registrate con gli operatori bancari, con il solo becero obiettivo di dare la colpa a qualcuno. Se si verificheranno violenze fisiche gravi o, peggio, se ci “scapperà” il morto, la colpa sarà sia di chi ha contribuito a scatenare questo clima d’odio sia di chi fa cattiva informazione» commentano Sileoni, Colombani, Calcagni, Masi e Contrasto. Nelle ultime settimane, la tensione nella rete delle filiali è cresciuta costantemente, con casi di violenze e aggressioni verbali, minacce, offese, insulti, soprusi, sputi. E poi vetrine prese a sassate, ruote delle autovetture bucate e perfino finti pacchi bomba. Da Bari a Torino, passando per le isole, nelle ultime settimane, assieme all’esasperazione collettiva per l’emergenza legata al Coronavirus, le lavoratrici e i lavoratori delle banche soni finiti letteralmente “sotto attacco” da parte della clientela.

Ecco, qui di seguito, una rassegna di casi di insulti e attacchi ai dipendenti degli istituti, in parte raccontati dalle cronache locali e in parte raccolti dalle strutture territoriali e dai rappresentanti aziendali e di gruppo delle organizzazioni sindacali.

Leggi tutto: Comunicato unitario 5 maggio 2020

8 marzo 2020

Quest’anno la Commissione Pari Opportunità FABI Messina, ha deciso di inviare questo comunicato non soltanto alle nostre Donne ma a tutti gli Iscritti in quanto il problema della differenza di genere e delle pari opportunità, è un obiettivo non soltanto femminile ma di tutti.

Gli ostacoli che le donne affrontano nella vita lavorativa sono innumerevoli: molti nascono direttamente all’interno dell’ambito familiare, altri invece sono introdotti da una gerarchia prettamente maschile, proprio per rallentare la loro scalata verso il successo.

 

Solo per ricordare…

  • Nel 2019 le vittime di Femminicidio (qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne l'identità attraverso l'assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte) sono 95 mentre nei primi 40 giorni del 2020 le vittime sono 14.
  • Più di 1 persona su 4 pensa che le donne possano provocare violenza sessuale con il loro modo di vestire; il 39.3% ritiene che una donna, se lo volesse, potrebbe sottrarsi a un rapporto sessuale; il 15.1% dice che se una donna subisse violenza mentre è ubriaca o sotto l’effetto di droghe ne sarebbe in parte responsabile…..
  • E’ stato anche chiesto perché alcuni uomini sono violenti con le proprie compagne/mogli:
    • il 77,7% (84,9 donne – 70,4 uomini) ha risposto che le donne sono considerate degli oggetti di proprietà;
    • il 7,4% ritiene accettabile sempre o in alcune circostanze che “un ragazzo schiaffeggi la sua compagna/moglie perché pensa che abbia flirtato/civettato con un altro uomo;
    • il 6,2% che non c’è nulla di male se ci scappasse uno schiaffo ogni tanto;
    • il 17,7% ritiene accettabile che l’uomo controlli abitualmente cellulare e/o attività sui social network della propria moglie/compagna.

Questi non sono dati dell’anno 1800…..

Siamo nel 2020 ed ancora siamo lontani dal rispetto che meritiamo, non perché siamo donne ma perché siamo

PERSONE

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