Comunicato 21 giugno 2021

COMUNICATO

Morti bianche.... o forse si dovrebbe usare la parola “omicidi...”

Luana d'Orazio lavorava da circa un anno in un'azienda tessile a Oste di Montemurlo in provincia di Prato. Il 3 maggio è morta, a 22 anni, finendo dentro l'ingranaggio dell'orditoio, la macchina che permette di preparare la struttura verticale della tela che costituisce la trama del tessuto. La giovane operaia era anche una giovane mamma di un bambino di 5 anni. Viveva a Pistoia, con i genitori e il fratello.

Dalle indagini, come si temeva, risulterebbe che sia stata con ogni probabilità “uccisa”. Perché di questo, di fatto, stiamo parlando: di un omicidio.

La perizia ha rivelato due manomissioni, effettuate - e qui dobbiamo pensare alla vergognosa rincorsa all’utile - “allo scopo di evitare interruzioni e velocizzare la produzione a discapito della sicurezza”: una è stata apportata al quadro elettrico, l’altra alla parte meccanica.

La prima manomissione, in particolare, “avrebbe permesso al macchinario che ha ucciso Luana D’Orazio di funzionare in automatico anche con la saracinesca di protezione abbassata”.

Adil, il 37enne italiano di origini marocchine, coordinatore del Si Cobas Novara, morto il 18 giugno, investito da un camion a Biandrate, nel Novarese, durante lo sciopero nazionale in corso alla sede Lidl (quindi mentre RAPPRESENTAVA I DIRITTI DEI LAVORATORI). Feriti altri 2 manifestanti urtati dal Tir. Incidente? O anche in questo caso si può parlare di omicidio...?????

Secondo dati Inail le morti bianche nel primo quadrimestre sono 306, il 9,3% in più rispetto al 2020

Troppi!! Ma serebbero troppi Anche se fossero solo 10...o meno!!!!!!

Art. 1 della Costituzione Italiana L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Non si può morire mentre si lavora, Non si può tollerare che dietro le parole " incremento produttivo, abbattimento dei costi", si sacrifichino i lavoratori, eppure è quello che costantemente succede.

Ci si indigna quando la TV comunica l'ennesimo "incidente sul lavoro" ma dopo qualche minuto si passa alla notizia successiva...

Ecco quanto vale, per troppe persone, un lavoratore: niente. Null’altro che un piccolo marginale ingranaggio del Sistema.

Terrificante!!!!!!!!!!!!!!!!

La Segreteria Provinciale FABI MESSINA

Buona Pasqua dal SAB FABI Messina

Ancorché la pandemia da oltre un anno ci fa star male ma ci fa "capire" che nonostante tutto per essere felici e sereni basta la "normalità", pensando anche a chi più è stato colpito,

auguriamo a tutti...

La segreteria provinciale FABI Messina

Comunicato stampa 2 maggio 2020

COMUNICATO STAMPA

L’allarme pandemiologico che ormai da mesi sta colpendo l’intera Nazione porta, purtroppo, dei risvolti negativi, oltre che ovviamente dal punto di vista sanitario, che non dimentichiamo essere il principale obiettivo, anche dal punto di vista lavorativo.

E’ sotto gli occhi di tutti che dall’ultimo dopoguerra, questo è il periodo di maggior crisi economico/finanziaria che vede la stragrande maggioranza delle aziende in difficoltà e con esse, con quello che rappresentano come indotto, anche le famiglie che vivono con enormi preoccupazioni, visto che ormai le lavoratrici e i lavoratori stanno perdendo o hanno già perso il posto di lavoro per essere posti in cassa integrazione e, in molti casi, con scarse speranza di tornare alla propria occupazione.

In questo scenario ci sono dei lavoratori che per loro “fortuna” continuano a mantenere sia nel settore pubblico che privato il loro posto di lavoro.

Il riferimento, e anche il ringraziamento, va infatti a tutto il personale sanitario, ai dipendenti di supermercati, farmacie, trasporti, tabacchi, agli operatori ecologici, agli edicolanti, ai rider, ecc.; insomma, tutti coloro i quali svolgono attività per garantire servizi pubblici, nonché servizi essenziali, come quelli offerti da poste, assicurazioni e banche.

Le scriventi OO.SS. che rappresentano la categoria dei bancarie degli assicurativi desiderano fare emergere le pesanti difficoltà soprattutto dei dipendenti bancari, che si sono trovati e si trovano a lavorare quotidianamente con pochi dispositivi di protezione personale, in quanto i vari decreti hanno spostato su di essi la responsabilità economica del paese.

Infatti, mentre chi emana decreti fornisce solo delle garanzie, le liquidità reali vengono richieste in banca.

Così i lavoratori si trovano a doversi occupare di svariate centinaia di migliaia di pratiche relative a sospensione di mutui (privati e imprese), all’anticipazione della cassa integrazione, alla concessione dei finanziamenti alle imprese (ivi compresi quelli previsti fino ai famosi 25.000 euro).

Un’enorme mole di lavoro indispensabile per dare una concreta mano alle aziende e ai lavoratori.

Purtroppo, la burocrazia ha portato ad allungare i tempi di accesso alle operazioni richieste dalla Clientela, prima per la lentezza dell’accordo tra le Aziende di credito e l’emittente delle garanzie, poi per le procedure diverse da banca a banca; ma tutto questo esula dalle responsabilità di chi è solo un dipendente bancario che riceve il Cliente, raccoglie la documentazione ed istruisce la pratica, non certo l’arbitro del buon esito della stessa.

E’ bene ribadire che la concessione dei finanziamenti e di tutte le altre previsioni dei decreti non sono nella diretta responsabilità dei lavoratori che, pur tra mille paure e preoccupazioni, presidiano le banche offrendo la necessaria consulenza e la doverosa prestazione al fine dell’istruzione delle pratiche in questione. Infatti, l’erogazione finale viene effettuata da “alti e altri” livelli di management che, spesso e volentieri, non sono assolutamente nella trincea quotidiana.

Le scriventi OO.SS., nel ringraziare per l’attività svolta tutti i colleghi, sono vicini ed esprimono solidarietà alle lavoratrici ed ai lavoratori bancari che, nei giorni scorsi, nel nostro territorio come in tutta Italia sono stati bersaglio di azioni inqualificabili ed aggressioni che hanno provocato l’intervento e la vigilanza delle Forze dell’Ordine.

A tal proposito, Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin non condividono assolutamente e condannano con forza le inutili, quanto assurde e “farlocche”, strumentalizzazioni veicolate pubblicamente dal sindaco di Messina De Luca che rischia irresponsabilmente di fomentare un clima di violenza contro gli incolpevoli lavoratori bancari.

Raccomandiamo alle Istituzioni preposte di intervenire per tranquillizzare l’opinione pubblica e ripristinare la giusta dialettica in questo momento di grande affanno socioeconomico.

Si sa da sempre che per ottenere qualsivoglia tipologia di consenso, non ultimo quello politico, bisogna attaccare le Aziende di credito, senza spiegare (qualora se ne fosse a conoscenza) quale sia la differenza tra il Banchiere e il Bancario che è un lavoratore come tutti gli altri.

Messina, 2 maggio 2020

Le Segreterie Provinciali

Fabi - First Cisl - Fisac Cgil - Uilca Uil - Unisin

8 marzo 2021

SAB di Messina
Commissione Pari Opportunità

L’8 MARZO DELLA PANDEMIA E L’OCCASIONE DEL RECOVERY PLAN

E’ un 8 marzo diverso quello che si celebra quest’anno, in piena pandemia, che deve indurre a riflessioni non convenzionali.

Anche la diffusione del Covid-19 ha evidenziato come il ruolo delle donne non sia quello che dovrebbe essere. Succede in tempi “normali” e anche l’emergenza Coronavirus non ha fatto eccezioni. Si sono costituite le task force senza donne, la parità di genere è una chimera, come testimonia, ad esempio, il governo della Regione siciliana, senza alcuna presenza femminile e quello nazionale, con una presenza delle donne nettamente inferiore rispetto a quella degli uomini al vertice dei ministeri strategici di “comando”.

Ma non si tratta, solo, di garantire una parità di genere nelle istituzioni o a livello formale, poiché essa deve essere giocata sul terreno vero, quello più difficile. Parità di genere che è, allo stesso tempo, culturale, sociale, economica.

In ordine sparso: asili, scuole, congedi parentali che funzionino. E, poi, l’impegno contro la violenza sulle donne, che è l’esito estremo delle diseguaglianze di genere, le molestie sessuali, implicite o esplicite che siano. Lotta alle discriminazioni, ovunque ci siano. Anche nelle aziende, dove la parità di retribuzione ancora non c’è e l’accesso alle posizioni di vertice è ancora limitata.

Lando Maria Sileoni, Segretario Generale della FABI, nel 2018, a Bologna al convegno Gender Pay Gap evidenziava che “il sindacato deve avere un ruolo attivo nello scardinare i pregiudizi e impegnarsi costantemente per ridurre la discriminazione. Non bisogna lasciare indietro nessuno ed è necessario avere la capacità di valorizzare le diversità”.

Secondo l’ultimo Rapporto Caritas, le donne che hanno chiesto aiuto da maggio a settembre dell’anno passato, subito dopo il lockdown, sono state il 54,4% contro il 50,5% del 2019. Tutti gli indicatori ci parlano di una situazione delle donne fortemente discriminata.

E poi, la situazione del mercato del lavoro femminile, già drammatica nella fase pre-Covid: in Italia lavorava meno di una donna su due (49%). Peggio di noi, in Europa, solo Montenegro, Macedonia e Grecia. Poi è arrivato l’effetto lockdown con tantissimi posti di lavoro persi. In Italia ci sono 484 mila persone in meno che cercano lavoro (-23,9%) rispetto a marzo.

E la maggioranza di queste persone sfiduciate e convinte di non potere più trovare un’occupazione, ovviamente è femminile: -30,6%, pari a -305 mila unità rispetto agli uomini (-17,4%, pari a -179 mila).

E allora il Recovery Plan deve essere anche una occasione da non perdere, per cominciare ad aggredire le profonde diseguaglianze di genere che attraversano il nostro Paese, a partire dal mercato del lavoro e dall’occupazione, in particolare nel Mezzogiorno.

Noi della FABI, sempre in linea con i tempi, per quest'anno, in occasione della celebrazione della Festa della donna, piuttosto che i rituali omaggi a ciascuna delle nostre iscritte, abbiamo pensato di essere vicini a tutte le donne che hanno subito delle violenze, mediante un'offerta che verrà effettuata a favore del  Cedav  Onlus di Messina.

Un'iniziativa che appare quanto mai attuale in questo momento di grande crisi e che vuole conferire al sindacato concretezza effettiva nella lotta contro la violenza sulle donne.

Messina, 8 marzo 2021

COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA’ SAB FABI MESSINA

Comunicato manleve

SEGRETERIE DI COORDINAMENTO GRUPPO UNICREDIT

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

Dall’inizio di questo periodo davvero buio dal quale usciremo insieme, il Sindacato, unitariamente, è impegnato a tutelare la salute delle persone e il benessere lavorativo: per questo, nel corso delle settimane, abbiamo pensato anche a come ridurre il rischio operativo e disciplinare, attraverso tre lettere di manleva, suddivise per gruppi di attività.

Sono state inviate alla azienda il 25 marzo (Moratoria), il 5 aprile (Workaround Processo alternativo a distanza) e il 26 aprile (Anticipazioni Sociali e Erogazioni ex Decreto “Liquidità”).

È importante che ne siate informati e che ne abbiate i testi, che leggete di seguito.

Continueremo sui diversi fronti a svolgere il nostro ruolo, sicuri della vostra fiducia e del vostro appoggio.

30 aprile 2020

SEGRETERIE DI COORDINAMENTO GRUPPO UNICREDIT

FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

1) Oggetto: Emergenza COVID-19 attività per proroghe finanziamenti Famiglie e Imprese

Con riferimento alle iniziative da Voi intraprese a favore della clientela Famiglie ed Imprese in tema di sospensione/proroghe scadenze finanziamenti e di quelle rinvenienti dall’applicazione del Dlgs 18 del 17 marzo 2020 “Cura Italia”, pur riconoscendo che delle istruzioni in materia sono state fornite al personale dipendete, dobbiamo rilevare che queste non sono totalmente esaustive e tempestive per fronteggiare una situazione di tale emergenza.

Consapevoli della straordinarietà dell’evento e della complessità di gestione che ne deriva, non possiamo non segnalarvi la situazione di grave difficoltà in cui si trovano ad operare i colleghi e le colleghe che devono fornire risposte tempestive su queste misure alla clientela, che sta subissando gli stessi di richieste di attivazione delle misure previste tanto dalle iniziative della banca quanto dal decreto legge su citato.

Ad oggi rileviamo, approssimativamente per difetto, che i colleghi ricevono tanto in ambito imprese che famiglie decine e decine di richiesta di sospensione dei finanziamenti che, a causa della farraginosità delle procedure ancora in atto, delle non tempestive istruzioni ricevute e a volte non esaustive, non riusciranno ad evadere nei termini previsti soprattutto riguardo la imminente scadenza del 31 marzo prossimo, esponendoli così a potenziali rischi di varia natura.

Per quanto su esposto, ribadendo la consapevolezza della complessità della situazione e della straordinarietà del periodo, e anche in considerazione di tale emergenza vi invitiamo ad accelerare e semplificare ulteriormente le procedure inerenti le attività indicate in oggetto ed in ogni caso a astenervi, ora ed in futuro, dall’assumere provvedimenti a carico di colleghi e colleghe che possano incorrere in errori o ritardi nell’espletamento delle pratiche richieste da parte della clientela per l’attivazione delle misure su indicate e per eventuali reclami della stessa che dovessero derivare da tale situazione.

25 marzo 2020

Le Segreterie di Coordinamento UniCredit S.p.A. Fabi First/CISL Fisac/CGIL Uilca Unisin

2) Oggetto: Emergenza COVID-19 attività di Workaround -processo alternativo a distanza

Con riferimento alla modalità organizzativa in epigrafe, pur riconoscendo che si tratti di una modalità utile ad affrontare il rapporto con la clientela nel momento attuale e nel medio , lungo periodo, pur nella consapevolezza della straordinarietà della situazione e della complessità di gestione che ne deriva, non possiamo non segnalarvi la situazione di grave difficoltà in cui si trovano ad operare i colleghi e le colleghe che sono coinvolti sia che lavorino in UniCredit Direct, sia nelle Filiali , sia in Smart Working .

Dobbiamo inoltre rilevare la carente attività di addestramento e l’inesistenza di formazione, la scarsa dimestichezza dei Colleghi con l’operatività a distanza, le procedure appena oltre una fase di test; esse, unite alla gran mole di richieste da parte della clientela che pervengono a UCD, al coinvolgimento dei colleghi di task force che sono contemporaneamente addetti alla gestione della clientela di Filiale, alla non sempre puntuale corrispondenza dei contenuti professionali di questi ultimi rispetto alle richieste della clientela, aumentano molto il normale rischio operativo connesso alle diverse attività.

Per quanto su esposto, ribadendo la consapevolezza della complessità della situazione e della straordinarietà del periodo, vi invitiamo ad assumere misure organizzative che semplifichino il processo, che affidino i compiti di task force a personale non a contatto con la clientela nelle agenzie, che rendano consapevoli le colleghe e i colleghi di UCD di tutti i passaggi che sono chiamati a svolgere accompagnando la clientela verso la task force.

Vi invitiamo inoltre e in ogni caso ad astenervi, ora ed in futuro, dall’assumere provvedimenti a carico di colleghi e colleghe che possano incorrere in errori o ritardi nell’espletamento delle attività comprese nel processo “Workaround processo alternativo a distanza”.

5 aprile 2020

Le Segreterie di Coordinamento UniCredit S.p.A. Fabi First/CISL Fisac/CGIL Uilca Unisin

3) Oggetto: Emergenza COVID-19 Anticipazioni Sociali e Finanziamenti alle Imprese  

Con riferimento alle iniziative da Voi intraprese in tema di trattamenti di integrazione salariale ordinario e in deroga , secondo quanto previsto dal Decreto Legge n. 18/2020 “Cura Italia” e Finanziamenti alle Imprese e alle Partite Iva Decreto Legge n. 23/2020 “Liquidità”, vi segnaliamo la situazione di grave difficoltà in cui si trovano ad operare i colleghi e le colleghe che devono fornire un servizio tempestivo alla clientela, servizio che possiamo definire vitale per persone e imprenditori.

Ad oggi rileviamo, approssimativamente per difetto, che colleghe e colleghi ricevono tanto in ambito anticipazioni sociali sia in ambito finanziamenti alle imprese, decine di richieste che, a partire dal 10 aprile per la prima fattispecie e dal 20 aprile per la seconda, sono rimaste in arretrato, a causa della farraginosità delle procedure, dei malfunzionamento delle medesime , delle non tempestive e spesso contraddittorie istruzioni ricevute: purtroppo temiamo che i nostri Colleghi non riusciranno ad evadere queste pratiche in tempi utili per essere di aiuto sia ai privati sia agli imprenditori.

Per quanto su esposto, ribadendo la consapevolezza della complessità della situazione e della straordinarietà del periodo, e anche in considerazione di tale emergenza vi invitiamo ad accelerare e semplificare ulteriormente le procedure inerenti le attività indicate in oggetto ed in ogni caso a astenervi, ora ed in futuro, dall’assumere provvedimenti a carico di colleghi e colleghe che possano incorrere in errori o ritardi nell’espletamento delle pratiche richieste da parte della clientela per l’attivazione delle misure su indicate e per eventuali reclami della stessa che dovessero derivare da tale situazione.

2 maggio 2020

Le Segreterie di Coordinamento UniCredit S.p.A. Fabi First/Cisl Fisac/Cgil Uilca Unisin

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